MILANO - Spesa sanitaria ancora in calo in Italia, in controtendenza rispetto alla media Ocse che segna una ripresa dopo gli anni della crisi. In base alle statistiche preliminari pubblicate dall'Ocse, la spesa complessiva per la sanità in Italia è calata nel 2013 del 3%, come nel 2012, dopo essere diminuita dell'1,3% nel 2011.
Il totale è così sceso al 9,1% del Pil lo scorso anno, dal 9,2% del 2012 e contro il 9,4% del 2009-2010. La media dell'area tracciata dall'Organizzazione parigina, nel 2012, era del 9,3%, in aumento dal 9,2% nel 2011. Come del resto spiega l'Ocse nel suo rapporto, in Italia e in altri paesi europei la spesa è diminuita negli ultimi anni a seguito degli sforzi del governo per ridurre i disavanzi di bilancio nel contesto della crisi economica. Gli attuali livelli italiani restano così lontani dai maggiori Paesi europei quali Francia (11,6% del Pil) e Germania (11,3%), anche se c'è un incremento rispetto al 7,9% del 2000. La spesa pro capite nella penisola ammontava nel 2012 a 3.209 dollari contro i 2.030 del 2000, a fronte di medie Ocse di 3.484 e 1.888 dollari rispettivamente e pone l'Italia al 19esimo posto sui 34 Paesi.
In Europa, la flessione della spesa sanitaria è evidente soprattutto in Grecia, dove è stata del 25% tra il 2009 e il 2012. Il paese con la maggiore spesa sanitaria restano gli Usa (17,7% del Pil), mentre il fanalino di coda è la Turchia (5,4%). In Italia, il 77% della spesa sanitaria nel 2012 è stato finanziato da fonti
pubbliche, un tasso superiore alla media Ocse che si ferma al 72%. Come in molti paesi dell'area, la riduzione della spesa farmaceutica ha contribuito alla riduzione complessiva della spesa. La flessione è stata di oltre il 6% in termini reali nel 2012 e totalizza il 14% tra il 2008 e il 2012, gli anni della crisi.